sabato 24 settembre 2016

Tanta voglia di legittima difesa

2 milioni di italiani hanno messo la loro firma, prima e dopo le ferie, per sottoscrivere la proposta di legge popolare che potenzia le possibilità dilegittima difesa in casa e nei negozi, presentata da “Italia dei valori” al Senato: sarà discussa prima dalla commissione giustizia, quindi dall’aula. Prevede il raddoppio delle pene per la violazione del domicilio, maggiori possibilità di difendersi all’interno della propria abitazione o del proprio esercizio commerciale e lo stop ai risarcimenti che in alcuni casi i cittadini aggrediti hanno dovuto sborsare per eccesso di reazione. Il record di adesioni conseguito dalla proposta di legge che ha coinvolto il 7 per cento dell’elettorato segna un picco mai raggiunto nella storia della Repubblica: il che, malgrado la scarsa attenzione dedicata dai media, la dice lunga sugli umori e le preoccupazioni degli italiani nel tempo della rabbia e della paura diffuse. 
Le regioni dove sono state raccolte più firme sono Lombardia, Emilia, Veneto seguite da quelle del sud. 20.600 adesioni in Umbria, 11mila solo a Perugia. Un successo che Ignazio Messina, segretario dell’Italia dei valori, non ha difficoltà a spiegare: “la nostra proposta risponde in concreto al bisogno di sicurezza dei cittadini perché prevede che ci si possa difendere effettivamente in casa o nella propria attività. Cosa che ora, di fatto, non è possibile, perché è difficilissimo stabilire la ‘proporzionalità’ della legittima difesa: in un momento di enorme tensione, con un ladro che mi entra in casa e aggredisce me o i miei cari, com’è possibile ‘calcolare’ questa proporzionalità?”.
Secondo Messina non c’è il rischio che in tempi di rancore diffuso si incoraggi l’uso delle armi da fuoco: “diciamo no ai pistoleri, ma sì a più sicurezza e più giustizia, a una maggiore protezione per la nostra sfera più privata. 
Di fronte a una criminalità sempre più aggressiva e sfrontata è necessario dare una risposta di giustizia”. Il segretario dell’Idv tiene a sottolineare le circostanze paradossali consentite dalla normativa attuale: “se un ladro entra in casa nostra per tentare di derubarci e viene morso dal nostro cane da guardia, può chiedere e ottenere un risarcimento danni. 
E’ la legge in vigore che lo prevede; noi chiediamo di cambiarla, introducendo pene più severe ed eliminando tutte le norme che beffano le persone oneste”. Dunque, nessun incoraggiamento all’aggressività, secondo Messina: “si tratta invece di consentire alle persone oneste di difendersi in casa o nella sede della propria attività. Questo sì, non altro. Chi spara dal balcone per colpire il ladro in fuga deve essere perseguito come prima con durezza”. Polemica la riflessione sul perché l’adesione record alla proposta di legge popolare non abbia trovato adeguato spazio nelle televisioni e sui giornali: “il più alto numero di sottoscrizioni della storia della repubblica, 2 milioni di persone uscite di casa appositamente per andare a firmare in Comune. La stampa le ignora e, quando parla di politica, preferisce occuparsi di inutili beghe tra i leader e tra i partiti. 
Un fatto molto deludente che conferma la distanza sempre maggiore tra ciò che si racconta del ‘palazzo’ e la vita quotidiana della gente. Grazie a chi ci aiuta a squarciare questo assurdo silenzio”. Un’aspirazione a essere in sintonia con gli umori degli italiani che nasce dal rinnovamento che Messina ha impresso al partito che a suo tempo si identificava con Di Pietro: “coinvolgiamo i cittadini, ci occupiamo dei loro bisogni, promuovendo sui territori banchetti, gazebo, raccolte di firme, attività concrete, proposte, idee. 
Con una nuova classe dirigente, preparata e in buona parte giovane, che non si perde in polemiche, litigi, chiacchiere, sosteniamo il governo ma manteniamo la nostra identità e, quando necessario, non risparmiamo critiche a nessuno. Rispetto per tutti ma nessun timore riverenziale: speriamo, anzi siamo certi che la maggioranza e il Pd sosterranno la nostra proposta”. 

Di Michele Cucuzza
Fonte: Corriere dell'Umbria