lunedì 15 giugno 2015

Ninu U Ballerino Campione dell'oscar Nazionale

Antonino Buffa in arte Nino U Ballerino il maestro del panino con la Milza campione dell’oscar Nazionale del cibo di strada e spopola con grande successo all’Expo 2015 





Nino da dove nasce questa forte ambizione con la tua grande passione? 

Sono nato in una famiglia di meusari. La famiglia Buffa esercita questa professione fin dal 1802: io ho appreso l’arte della “conzatura ‘ru pani ca’ meusa” da mio nonno e mio padre, che ho cominciato a seguire fin da piccolissimo nei loro giri per tutta la Sicilia. Ho preparato il mio primo panino all’età di 4 anni, e da allora non ho più smesso. 
La mia è davvero una grande passione; non vorrei fare assolutamente altro. E credo che quando si ama tanto qualcosa, è normale cercare di farla al meglio. Se parliamo di ambizione, la mia è stata sempre proprio questa: preparare il migliore pani ca’ meusa e farlo conoscere ed apprezzare ovunque nel mondo. 


Ti definiscono tutti un Campione del cibo di strada quali ingredienti usi per essere tale? 

Se parliamo di ingredienti come materie prime, non c’è dubbio che scelgo solo prodotti di primissima qualità. Dalle carni, alla farina per la preparazione del pane, dal formaggio (siciliano doc) allo strutto, cerco genuinità e qualità. 
Anche l’ingrediente “preparazione” è importante. Io in un certo senso ho innovato proprio la metodologia della preparazione: la milza non viene bollita, come vuole la tradizione, ma cotta al vapore in un forno apposito. La cottura al vapore rende la meusa molto più leggera e delicata ma al tempo stesso più gustosa. Lo stesso panino è frutto di una mia ricetta personale; anche questo è più leggero e digeribile ma particolarmente morbido e buono, con un apporto calorico che è circa la metà rispetto al pani ca’ meusa tradizionale. 
Infine, ritengo che umiltà, determinazione e spirito di sacrificio siano essenziali per raggiungere qualsiasi obiettivo. 


Cosa significa per te oggi essere un personaggio conosciuto in tutto il mondo? 

Certo che essere riconosciuto anche fuori dalla mia città è una bella sensazione. Ultimamente ho viaggiato molto per lavoro, e quando mi fermano e mi chiedono di fare una foto o una selfie è una grande soddisfazione. Vuol dire che ho lavorato bene e che il pani ca’ meusa è conosciuto anche fuori dalla Sicilia. Per il resto, penso che questa notorietà debba servirmi da stimolo: più sei conosciuto, più alte sono le aspettative. Quindi, si va avanti con determinazione ed umiltà. 



Secondo te, mettendo la tua esperienza nell’ordine di soddisfazione professionale, quale potrebbe essere un’ipotetica classifica? 


Negli ultimi tre anni ho avuto la fortuna di fare tanto e raggiungere traguardi importanti. Ovviamente, vincere l’Oscar del Cibo di Strada a Milano ed aggiudicarmi il titolo di migliore street chef d’Italia penso sia stato importantissimo. Ma ci sono altri traguardi che ho raggiunto e di cui sono particolarmente orgoglioso: la company presentation all’Università Bocconi di Milano, la notte magica a Piazza del Campo di Siena, dove sono stato ospite del famosissimo ristorante Sansedoni e con cui ho organizzato la prima degustazione di Pani ca’ Meusa in Toscana che ha avuto grandissimo successo. Anche l’inclusione nell’Albo delle Eccellenze Italiane è un punto importante della mia carriera. E poi, non ultima (anzi), la partecipazione all’Expo… 


Ambizioni Televisive?

Ultimamente devo dire che la televisione sembra essere particolarmente interessata alla mia attività; e non solo i canali italiani. 
Dopo la vittoria nella quarta puntata di “Street Food Heroes” su Mediaset, ho partecipato a molte altre trasmissioni: “Sereno Variabile”, “UnoMattina” e “A Conti Fatti”sulla RAI, programmi sullo street food sul canale internazionale RAI ITALIA, apparizioni su “Verissimo” e “Avanti un altro” di Canale 5, “Bel tempo si spera” su TV2000. Per quanto riguarda canali esteri, National Geographic con il programma “Street Food around the world”, “Echappees Belles” su France 5, “Street Food” su Al-Jazeera, “Aharoni & Gidi's Wonderful Journey” sul canale israeliano Channel 10 e su quello USA Israeli Network. Sempre per France 5, poche settimane fa il più noto giornalista di enogastronomia francese, Jean-Luc Petitreanud, ha girato nel mio locale una puntata del suo programma “Les escapades de Petitrenaud”. Sabato scorso ho invece ospitato Alex Polizzi, famosissima in Inghilterra per le trasmissioni “The hotel inspector” (in Italia visto su Cielo con il titolo “Hotel allo sbando”)”The fixer” e “Chef on trial”, che con la troupe di Channel 5 ha girato una puntata del programma “Alex Polizzi’s secret Italy). Infine, sono stato contattato dalla CNN per un servizio sullo street food che dovrebbe essere girato entro questa estate. 
Per quanto riguarda un mio sogno nel cassetto, mi piacerebbe avere uno spazio su un canale tematico quale Gambero Rosso o Travel&Living in cui poter parlare (e preparare, ovviamente) i piatti tipici della tradizione siciliana. Inoltre, ammetto che non mi dispiacerebbe partecipare a qualche puntata della “Prova del Cuoco” della Clerici. 

Che progetti hai? 

Tanti. Ovviamente ho in programma una serie di eventi e cooking-show in tutta Italia, alcuni veramente importanti. 
A parte questo, intendo realizzare un’idea che accarezzo da tempo: costituire un’associazione che abbia come scopo la valorizzazione, lo sviluppo e la diffusione del cibo di strada siciliano, una vera ricchezza della nostra terra a mio avviso non adeguatamente considerata. Ho già preso contatto con molti addetti ai lavori, giornalisti, esponenti della cultura palermitana ed appassionati con cui portare avanti questo progetto. Sono sicuro che faremo un buon lavoro. 
E proprio nell’ottica di propagandare u’ pani ca’ meusa, le panelle e le crocchè e i tanti altri piatti della nostra tradizione conto di sbarcare finalmente negli USA. Dico finalmente perché è da almeno un paio d’anni che ricevo inviti da parte di imprenditori e organizzazioni italo-americane per partecipare ad eventi. Per motivi di lavoro però non sono mai riuscito ad accettare. Sembrava che la volta buona fosse proprio questo mese di Maggio, in cui sarei dovuto recarmi New York per organizzare una degustazione all’interno di un evento; biglietti staccati, hotel prenotato ed organizzazione ok. Ho dovuto rinunciare all’ultimo momento per l’ Expo…. 


la tua presenza all’Expo 2015 a tal proposito cosa mi dici? 

E’ stata un’esperienza straordinaria per tanti motivi. L’Expo è davvero una vetrina mondiale, e avere avuto la possibilità di fare conoscere il pani ca’ meusa e le panelle a tantissime persone è stato un’occasione unica. Sono molto contento che il mio show cooking sia stato molto seguito (la sala era davvero piena) e che la degustazione sia stata apprezzata. Avere rappresentato una delle eccellenze della Sicilia in un evento così importante è stato un onore, e ringrazio la Regione Siciliana e il GAC di Termini Imerese per questa grandissima opportunità. 


La redazione Il Papavero Magazine
  M.C.