venerdì 21 marzo 2014

Sposarsi Oggi?...


























L'esperta in Fiori D'arancio Marylen Zarbo risponde Per il Papavero Magazine. 
Il matrimonio esiste fin dall'antichità, almeno 4.500 anni fa, in diverse forme, riflettendo i costumi e i valori di una società.La parola "matrimonio" deriva dal latino matrimonium e ha per radice " matertris " che significa appunto madre. In passato il matrimonio serviva al marito per prendere possesso della moglie, quasi a schiavizzarla … solo con il diritto Romano si ebbe un concetto diverso del matrimonio e diventò un accordo libero fra due persone. L’unica civiltà antica che permetteva la parità fra uomini e donne dopo il matrimonio era quella egiziana. In passato gli elementi degni di considerazione per unirsi in matrimonio erano l’appartenenza a una stessa religione, a una stessa razza, a una stessa classe sociale e naturalmente la posizione economica dei contraenti, non vi era spazio alcuno per l'amore. Solo con il Cristianesimo il matrimonio assunse il valore di sacramento, e come tale era sacro e indissolubile, con l'unico fine della procreazione.
ai tempi esistevano i matrimoni forzati, matrimoni di interesse, promesse di matrimonio oggi molto meno quasi niente.


Cosa è cambiato oggi? in Italia come nell'800 esistono ancora molte di queste usanze, come l'abito bianco, il velo, i guanti ecc … e ci si sposa per amore anche se alcuni fattori come le condizioni socio-economiche, le differenze sociali, religiose o politiche presenti, influenzano ancora le scelte delle persone.
Si preferisce sposarsi più maturi spesso dopo un periodo di convivenza, si fanno meno figli, sia per un fattore economico che per una mancanza di tempo, infatti le donne sono più indipendenti lavorano fuori casa, ed hanno molto meno tempo da dedicare ai figli. Tali compiti adesso sono divisi con il marito. Nonostante molte coppie decidano di non sposarsi e di convivere, il matrimonio rimane per la maggior parte delle persone il giorno più bello della propria vita. I fautori della convivenza sostengono che convivere è meglio che sposarsi perché ci sono un sacco di problemi in meno. Se un rapporto non va, si scioglie. Senza troppi rimpianti. Il tema è profondo ed il rischio è quello di banalizzare. Ma se per un attimo pensiamo alla persona che amiamo è impossibile non pensare che possa essere "per sempre".
E la convivenza in questo senso mette dentro questo tutta l'incertezza del pensare di poter dire "ok, avevo scherzato". L'uscita di sicurezza a portata di mano.
Se una convivenza fosse infatti la più bella e soddisfacente che ci potessimo immaginare e se durasse tutta la vita, non sarebbe di fatto un matrimonio mancato?
Il matrimonio, nonostante i profondi cambiamenti che ci sono stati nella vita sociale, con il conseguente abbandono di molte convenzioni e tradizioni, mantiene ancora oggi la sua forza e il suo fascino. Perché? La risposta più ovvia sarebbe: "Perché ci amiamo!" ma non solo"! La Costituzione Italiana sancis-ce, con l'Articolo 29, che "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio." Il matrimonio è quindi la decisione di fondare una famiglia, e la famiglia è rimane l'unico punto fermo in un mondo in cui, persi tanti valori, si fa fatica a trovarne altri che li sostituiscano.



Ma allora Poniamoci questa domanda, il matrimonio dura per sempre? 
"Una volta durava una vita. Perché era necessario e anche perché era socialmente utile. Marito e moglie formavano il primo nucleo sociale, cioè la famiglia, crescevano i figli, restavano un riferimento e un esempio affettivo e culturale. Magari, dopo anni,  non si amavano più ma avevano la pazienza di stare insieme, perché un tempo si erano amati con passione e dopo si aiutavano con rispetto".

Grazie per la sua disponibilità
Di nulla grazie a voi, e complimenti per questo Magazine veramente interessante


La redazione Il Papavero Magazine
   G.R.